Gli investitori di private equity (PE) impiegano vari metodi per valutare un'azienda.
Tra questi è incluso un modello di valutazione leveraged buyout (LBO), attraverso il quale il valore di un business è stato stimato anche in base al debito necessario per acquisirla. Si assume infatti che l'attività sia finanziata con un alto livello di debito, e che i suoi cash flow siano utilizzati per rimborsarlo nel tempo (o come prestito bullet rimborsato integralmente all'exit).
Talvolta le valutazioni sono basate sui multipli di dati finanziari (ad es. utile lordo di interessi, entrate annuali ricorrenti ecc.), transazioni recenti analoghe o valori di aziende quotate in borsa e operanti sullo stesso mercato.
Eppure, nonostante questi approcci standardizzati, gli investitori PE possono arrivare a valutazioni molto diverse tra loro, con una variazione che può arrivare anche a più del 50%. Perché?
Nonostante gli approcci standardizzati, gli investitori PE possono arrivare a valutazioni molto diverse tra loro, con una variazione che può arrivare anche più del 50%.
Valutare il futuro
La ragione di tali differenze tra le valutazioni degli investitori PE è la diversa percezione delle proiezioni finanziarie dell'attività, i rischi associati al suo sviluppo futuro e la prevista modalità di exit. Gli investitori PE mirano a far crescere un business entro 3-5 anni; più crescono i profitti in quel periodo, più sarà valutata l'azienda, al pari di altri fattori.
Per la maggior parte, dunque, la valutazione si basa su aspettative circa il futuro dell'azienda e del mercato in cui opera. Dato che questi fattori relativi al futuro non possono essere determinati con esattezza, si hanno valutazioni discordanti.
I fattori specifici del deal in questione, quali le dinamiche di processo, le dimensioni e la modalità di exit, sono ulteriori elementi in gioco. Ad esempio, un investitore PE potrebbe voler intraprendere la fusione di un'acquisizione con un'altra impresa, creando valore, il che può innalzare il livello dell'offerta.
Il ruolo di Clearwater
Grazie alla nostra esperienza, sappiamo come intraprendere trattative con investitori di private equity.
Possiamo ad esempio organizzare un'asta controllata per soppesare offerte provenienti da più potenziali acquirenti. Il venditore potrà così osservare le differenze tra le offerte presentate dai vari investitori e scegliere il deal più vantaggioso per sé.
Valutare il futuro
La ragione di tali differenze tra le valutazioni degli investitori PE è la diversa percezione delle proiezioni finanziarie dell'attività, i rischi associati al suo sviluppo futuro e la prevista modalità di exit. Gli investitori PE mirano a far crescere un business entro 3-5 anni; più crescono i profitti in quel periodo, più sarà valutata l'azienda, al pari di altri fattori.
Per la maggior parte, dunque, la valutazione si basa su aspettative circa il futuro dell'azienda e del mercato in cui opera. Dato che questi fattori relativi al futuro non possono essere determinati con esattezza, si hanno valutazioni discordanti.
I fattori specifici del deal in questione, quali le dinamiche di processo, le dimensioni e la modalità di exit, sono ulteriori elementi in gioco. Ad esempio, un investitore PE potrebbe voler intraprendere la fusione di un'acquisizione con un'altra impresa, creando valore, il che può innalzare il livello dell'offerta.
Il ruolo di Clearwater
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Possiamo ad esempio organizzare un'asta controllata per soppesare offerte provenienti da più potenziali acquirenti. Il venditore potrà così osservare le differenze tra le offerte presentate dai vari investitori e scegliere il deal più vantaggioso per sé.
Conoscenze
Non ci nascondiamo dietro a tecnicismi e complessità. Miriamo piuttosto a svelare tutti i segreti dell'ambito M&A, illuminando il cammino con analisi chiare, semplificando il processo e fornendo informazioni decisive.